Asparago, un’eccellenza (sempre più) italiana

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Asparago, un’eccellenza (sempre più) italiana

Apprezzata da consumatori e chef, questa orticola richiede terreni specifici e un certo impegno ma, giunta a piena produzione, può garantire una buona redditività ai produttori, anche grazie all’aiuto di QdC® – Quaderno di Campagna®

19 maggio 2021

Avanza la primavera a grandi passi verso la stagione estiva e nei punti vendita si moltiplica l’offerta di un ortaggio tipico di questa stagione: l’asparago. Orticola di origini arcaiche (è tradizionale in Italia fin dall’Antica Roma), l’asparago nasce, cresce e matura in terreni sabbiosi e asciutti ma, soprattutto, ben drenati. Apprezzato sia nella sua variante classica, verde, ma anche nelle diverse varietà bianche (che valgono a questo prodotto riconoscimenti territoriali e “bollini” IGP) e viola, come il famoso violetto d’Albenga, l’asparago è una coltura che richiede un certo impegno ma che può rappresentare, anche grazie alle varietà precoci e tardive, un buon investimento per un produttore agricolo.

In Italia la regione leader per la produzione di asparagi è la Puglia che raccoglie circa il 50% della produzione nazionale, seguita da Veneto (che garantisce circa un sesto del totale coltivato in Italia), Lazio, Campania ed Emilia Romagna. Il nostro Paese produce principalmente asparago verde (per il quale è leader in Europa) ma non mancano le eccellenze già citate, molto apprezzate dal consumatore nazionale. A caratterizzare le produzioni nazionali è un’alta PLV per ettaro che si somma a prezzi mediamente remunerativi e consumi in crescita costante: un mix che rende questa coltura potenzialmente interessante per gli agricoltori che, inoltre, possono vedere il proprio prodotto affacciarsi anche all’estero, in virtù del crescente flusso di esportazioni che l’Italia ha avviato per questa referenza.
 

Semi o “zampe”?

La produzione dell’asparago può partire da semi (piantati a inizio primavera in alveolo prima del successivo trapianto) o dalle radici, comunemente chiamate “zampe” che si piantano tra febbraio e aprile. La coltivazione richiede terreni ben drenati e privi di ristagni d’acqua (per evitare che si sviluppino diverse fitopatie) e si può considerare effettivamente redditizia a partire da un paio d’anni dopo l’avvio della produzione ma, se adeguatamente gestita e curata, un’asparagiaia può contare su una vita media di 10-12 anni (e, in casi davvero eccezionali, fino al doppio).

La cura dell’asparagiaia prevede particolari attenzioni sia in fase di impianto (soprattutto per il distanziamento fra le file e fra le piante), grande “delicatezza” in fase di raccolta nei primi due anni di vita (dove occorre raccogliere pochi turioni per favorire lo sviluppo della produzione)  e una serie di operazioni colturali da ripetere con attenzione (in particolare, una corretta baulatura per la varietà bianca che richiede assenza di luce per crescere correttamente). Grande attenzione, poi, va posta sulle diverse modalità di concimazione: l’asparago richiede infatti un approccio diverso in fase di impianto e in fase di produzione. Un aspetto che QdC® può aiutarci a gestire nel più efficace dei modi.

Sul fronte delle fitopatie, infine, l’asparago può trovarsi ad affrontare diverse patologie fungine (Ruggine dell’asparago, Mal Vinato, Fusariosi, Marciume basale e Muffa Grigia) e ad alcuni, seri, problemi virali. Se per questi ultimi occorre richiedere fin dall’acquisto di semi o zampe una certificazione “virus-free” dal vivaio, per le patologie fungine QdC® – Quaderno di Campagna® permetterà di gestire i trattamenti più efficaci, tenendo traccia di tutti gli interventi con la certezza di utilizzare prodotti a norma di legge e nelle quantità e frequenze prescritte dalla normativa e dai disciplinari regionali.
 

Diamo i numeri

Sulla piattaforma di Image Line sono registrati ben 806 ettari totali coltivati ad asparago, per complessivi 423 appezzamenti distribuiti nelle diverse aree vocate del Paese. Proprio per le specifiche caratteristiche del terreno necessarie alla coltivazione di questa orticola non stupisce di vedere sul gradino più alto del podio di Quaderno di Campagna® la provincia di Foggia, con ben 74 campi registrati. Seguono, a breve distanza, altre due aree tradizionalmente legate alla produzione di asparagi come Ferrara (secondo posto, con 67 appezzamenti) e Padova (55).
 

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