Pomodoro da mensa, da commodity a eccellenza

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Pomodoro da mensa, da commodity a eccellenza

Serre innovative e ipertecnologiche, buone pratiche agronomiche, fertirrigazione, trattamenti specifici, varietà che esaltano il gusto e le qualità organolettiche: Plantgest, banca dati di riferimento per QdC® – Quaderno di Campagna®, ci conduce alla scoperta di come è cambiato e quali sono le sfide più attuali per il pomodoro da mensa, vera eccellenza del Made in Italy

3 settembre 2020

Ne mangiamo 18,2 kg a testa all’anno, uno dei consumi pro capite più alti d’Europa e siamo i settimi produttori al mondo con oltre 950mila tonnellate raccolte e commercializzate ogni dodici mesi: del resto, quando si riflette sulla tradizione alimentare italiana e impossibile non pensare al pomodoro. Eccellenza del Made in Italy, il Lycopersicon esculentum (più comunemente noto come pomodoro da mensa) ha vissuto negli ultimi anni un’importante trasformazione in termini di approccio produttivo e di valorizzazione verso il consumatore: dopo un lungo periodo che ha visto preponderante l’attenzione alla shelf life e la visione del pomodoro come commodity, in tempi più recenti si è tornati a una filosofia che mette al centro il gusto e l’alta qualità.

Un’evoluzione che ha, al centro, un importante cambio nel paradigma produttivo che ha visto diffondersi nel nostro Paese grandi novità tecniche, tecnologiche e varietali. Siamo indubbiamente lontani dai 59 milioni di tonnellate al giorno prodotti dal colosso cinese ma il pomodoro italiano ha riguadagnato terreno e, soprattutto, spazio nel cuore del consumatore che ne riconosce sempre di più le eccellenti caratteristiche organolettiche.

Raccogliendo le esperienze di alcuni importanti produttori di pomodoro e dei tecnici del settore, Plantgest (una delle banche dati di riferimento per QdC® – Quaderno di Campagna®) ha realizzato un ampio approfondimento video per raccontare le principali sfide del settore, le novità in ambito produttivo, i grandi antagonisti del pomodoro made in Italy e dare, nel dettaglio, tutti i numeri del comparto.

 


Potenzialità e sfide

Oggi il pomodoro da mensa vede la propria terra d’elezione nella Sicilia, il vero “grande cuore rosso” italiano, seguita da Campania, Lazio e Puglia. Tuttavia grazie alla diffusione sempre maggiore di serre innovative anche le regioni del nord hanno visto crescere le proprie produzioni (in particolare il Veneto) e possono contare su una produzione per 9 mesi all’anno che arriva a raggiungere i 12 mesi nel caso di coltivazione in serre ipertecnologiche.

Le sfide per il settore non mancano: dalla corretta quantità di acqua da utilizzare alle tecniche di fertirrigazione (essenziali, in particolare nella coltivazione fuori suolo), dalla selezione dei prodotti fitosanitari più corretti nelle diverse fasi di crescita delle piante ai trattamenti per combattere le avversità più comuni, come il marciume del colletto, l’oidio, la peronospora, l’alternaria, incluse quelle legate a insetti pericolosi (tignola del pomodoro e mosca bianca). Su questo fronte, QdC® – Quaderno di Campagna® si presenta come la piattaforma ideale per gestire al meglio sia il registro dei trattamenti  che le pratiche relative alla fertirrigazione.
 

Diamo i numeri

Il pomodoro rappresenta la settima coltura per estensione fra quelle registrate su QdC® – Quaderno di Campagna®. Come è prevedibile, data la vocazione del territorio siciliano alla coltivazione di questo prodotto, è una delle province dell’isola a trovarsi sul gradino più alto del podio: Ragusa domina infatti con ben 549 unità produttive registrate su un totale di 962. Seguono, a numerose lunghezze di distanza, Piacenza con 72 appezzamenti registrati e Foggia con 56.

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