Drosophila, il nemico dei piccoli frutti

La drosophila suzukii negli ultimi anni ha colpito anche le coltivazioni di ciliegie

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Drosophila, il nemico dei piccoli frutti

Piccola, vorace e capace di moltiplicarsi con una rapidità esplosiva: la Drosophila Suzukii, apparsa nel nostro Paese nel 2009, è oggi una delle principali minacce per diverse produzioni

4 dicembre 2019

È arrivata in Italia nel 2009, con le prime segnalazioni in Trentino, si è diffusa in Alto Adige l’anno successivo e ora è arrivata a minacciare ampi areali in veneto: la drosophila suzukii è indubbiamente uno degli insetti più dannosi per la coltivazione dei piccoli frutti e del ciliegio. Dal 2013 la sua presenza nel nostro Paese aumenta in maniera costante e sono ormai diversi i territori che hanno stanziato fondi specifici per la lotta a questo parassita.

Scopriamo insieme a QdC® - Quaderno di Campagna® cos’è, come si affronta e quali sono le ultime novità per la difesa contro la Drosophila Suzukiii.
 

Vorace e “buongustaio”

La drosophila suzukii è un parassita polifago originario dell’area sud-est asiatica. Gli adulti raggiungono i 3 mm di lunghezza e sono caratterizzati da occhi rossi e una colorazione corporea giallo-marrone. Gli esemplari femminili somigliano alle drosophile comunemente presenti negli areali italiani mentre quelli maschili sono identificabili da una macchia scura sulle ali.

La drosophila suzukii è attratta dalla frutta matura: deposita sotto l’epidermide del frutto le uova (una femmina fecondata può depositarne fino a 400) ed entro 24 ore avviene la schiusa. Le larve fuoriescono dalle uova e cominciano a cibarsi del frutto rendendolo non commercializzabile. I frutti attaccati dalla Drosophila, inoltre, sono predisposti allo sviluppo di marcescenze fungine o batteriche.

Nell’arco di 8-14 giorni la drosophila suzukii completa una generazione, ciclo che, in condizioni climatiche particolarmente favorevoli, si può ripetere oltre 10 volte all’anno (i moscerini possono essere attivi con temperature appena superiori ai 10 gradi). Tale rapidità riproduttiva è alla base dell’importante volume di danni che la drosophila suzukii è in grado di causare: le perdite di produzione possono raggiungere e superare l’80% del raccolto.
(Fonte: Fitogest)
 

Come ci si difende?

Oggi la difesa contro la Drosophila Suzukii avviene principalmente attraverso l’utilizzo di reti anti insetto che impediscono al moscerino di raggiungere la frutta e mediante l’utilizzo di fitofarmaci che, tuttavia, hanno dimostrato un’efficacia non ottimale. Data la difficile applicazione di queste tecniche a pieno campo, la ricerca è attualmente impegnata anche sul controllo biologico attraverso l'impiego di parassitoidi pupali.

A tale approccio si affianca quello delle buone pratiche agronomiche: uso della pacciamatura sulla fila, sfalci frequenti tra le file e irrigazione a goccia, ad esempio, concorrono a contenere l’umidità che, è dimostrato da vari studi, fornisce l’ambiente ideale per lo sviluppo della drosophila suzukii, insieme a temperature fresche e scarso ricircolo dell’aria.
Fondamentale, inoltre, è la rimozione dei frutti infestati o caduti (in particolare nel caso del ciliegio): tali frutti, infatti, sono la sorgente perfetta per la nascita di nuovi individui e l’avvio di una nuova generazione di parassiti infestanti.

QdC® - Quaderno di Campagna® può essere un importante alleato nella lotta contro la Drosophila Suzukii: la nostra piattaforma, infatti, ti permetterà non solo di monitorare e tenere una traccia sempre aggiornata dei trattamenti effettuati ma anche di registrare le azioni di difesa che metterai in campo mediante il lancio di insetti ausiliari.

 

Nuovi fondi per la lotta alla Drosophila

Le principali iniziative vengono, naturalmente, dai territori maggiormente colpiti: la Giunta Regionale del Veneto ha messo a bilancio per i prossimi tre anni 4,5 milioni di euro per il contrasto alle specie alloctone che stanno creando ingenti danni alla frutticoltura, in particolare drosophila suzukii e cimice asiatica. Con questi fondi, fino al 2022, saranno avviate azioni di monitoraggio attivo, gestione della difesa integrata, misure strutturali e azioni di informazione per supportare gli agricoltori dal punto di vista scientifico.

Parallelamente, la Giunta Provinciale di Trento ha deliberato uno stanziamento di 200mila euro per finanziare fino al 40% l’installazione di nuove reti anti insetto nelle coltivazioni della provincia che, nel 2019, ha subito ingenti danni su tutta la produzione dei piccoli frutti.

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