2019

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QdC®, un alleato nella lotta contro la cimice asiatica

Comparsa nel 2012, la cimice asiatica si è diffusa in tutta Italia causando danni ingenti in particolare alle colture frutticole

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Fonte immagine: © Marco Uliana - Adobe Stock

200 milioni di euro in Emilia-Romagna, 80 milioni nella sola provincia di Verona, decine di milioni in diverse regioni: a tanto ammonta il computo dei danni alle colture imputabile alla cimice asiatica (Halyomorpha halys) ricaduto sulle spalle degli agricoltori. A essere colpite maggiormente sono le aree dedicate alle principali colture frutticole come pere, mele, pesche, nettarine, albicocche, ciliegie, kiwi e susine con un danno quantificabile, in alcuni casi, nel 70-80% della produzione e picchi pari ad addirittura il 100%.

Complici le favorevoli condizioni climatiche dell’estate 2019, la popolazione della cimice asiatica è aumentata esponenzialmente e, secondo le ultime rilevazioni, oltre a Emilia-Romagna e Veneto, dove sta minacciando anche i vigneti, si è diffusa ampiamente anche in Friuli, Lombardia, Toscana e Lazio.
 

Come si combatte la cimice asiatica?

Ad aggravare un quadro già preoccupante contribuisce il fatto che non esistono soluzioni definitive contro l’invasione della cimice asiatica e sono ancora allo studio strategie efficaci di lotta che possano salvaguardare le produzioni frutticole e quelle erbacee, come la soia, fortemente minacciate dalla diffusione dell’insetto.

Allo stato attuale, le strategie per ridurre i danni alle colture causati dalla cimice asiatica che offrono i risultati migliori prevedono l’applicazione contemporanea di soluzioni diverse: dall’impiego di reti multifunzionali all’utilizzo di trappole a ferormoni, passando per l’utilizzo di insetticidi (in particolare quelli appartenenti alle classi degli organofosfati, piretroidi e neonicotinoidi) fino ad arrivare all’utilizzo di antagonisti naturali.
(Fonte: Agronotizie)
 

L’arrivo della vespa samurai

Proprio sul fronte degli antagonisti naturali della cimice asiatica, grande speranza è stata riposta dagli agricoltori nella pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 5 settembre 2019 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 102 del 5 luglio scorso che, di fatto, autorizza l’immissione sul territorio nazionale della cosiddetta vespa samurai (Trissolcus japonicus).

Originaria dell’Estremo Oriente, la vespa samurai è il vero nemico della cimice asiatica: questo insetto, infatti, depone le uova direttamente dentro quelle della cimice asiatica, causandone le distruzione durante lo sviluppo della larva. Questo processo, in Oriente, ha portato ad un’equilibrazione naturale della presenza dell’Halyomorpha halys, impedendone la crescita esponenziale che, invece, ha avuto luogo in Italia.

Prima che la vespa samurai rappresenti una soluzione efficace alla diffusione della cimice asiatica, tuttavia, occorreranno, secondo le stime dagli esperti, dai 3 ai 5 anni: oltre al tempo necessario per l’approvazione dei decreti attuativi per l’immissione dell’antagonista naturale dell’Halyomorpha halys, infatti, occorrerà attendere che la vespa samurai venga studiata dal CREA per verificare l’impatto sull’ecosistema italiano e, in seguito, che l’insetto si radichi nei territori opportuni, avviando la propria lotta contro il proprio nemico naturale.
 
In attesa che la diffusione della vespa samurai produca gli effetti sperati, le azioni di contrasto alla cimice asiatica passano necessariamente anche dai trattamenti fitosanitari: QdC® - Quaderno di Campagna®, grazie al collegamento con banche dati integrate costantemente aggiornate dedicate agli agrofarmaci, permetterà di controllare in automatico ogni trattamento fitosanitario consentendo all’agricoltore di verificarne preventivamente l’ammissibilità. In particolare, in casi critici come questo della cimice asiatica, affidarsi a QdC® offre una garanzia ulteriore: oltre a etichette e disciplinari di produzione, infatti,  QdC® considera e analizza la presenza di deroghe territoriali per specifiche problematiche.

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